Non può vivere bene chi non è in pace con il suo corpo.

Maria Raffaella Dalla Valle
IL DIARIO

lunedì 7 gennaio 2019

Convegno Natura umana, anima e corpo. Convergenza di prospettive - Roma, 18-19 marzo 2019 (ita-en-es)



Natura umana, anima e corpo. Convergenza di prospettive

Roma, 18-19 marzo 2019

Il XXIV Convegno internazionale di studi “Natura umana, anima e corpo. Convergenza di prospettive”, è organizzato dalla Facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce (Roma) e dal Jacques Maritain Center della University of Notre Dame (Indiana).
La grande quantità di informazioni scientifiche e tecnologiche relative all'essere umano porta con sé un approccio frammentario alla realtà, che nel caso specifico dell'essere umano porta alla sua oggettivazione e strumentalizzazione. Alcuni pensatori hanno proposto invece una comprensione unitaria della realtà, che permetta di tornare “alle cose stesse”, specialmente nel campo antropologico. Nella sua ispirazione essenziale, questa concezione può essere fatta risalire al pensiero classico di Aristotele e di Tommaso d'Aquino, che comprende la natura umana come unità sostanziale di anima e corpo.
Da questa prospettiva, le diverse sfaccettature dell'essere umano (aspetti corporei, conoscenza, affetti, decisioni o relazioni) rimandano ad un medesimo essere dinamico, spirituale e corporeo in ogni momento e nella sua dimensione temporale. Riproporre tale visione realistica richiede di abbracciare una profonda comprensione delle caratteristiche della mente umana in collegamento con i risultati della ricerca scientifica, attraverso un approccio interdisciplinare alla natura umana.

Per info:

mercoledì 26 dicembre 2018

L'Incarnazione di Natale 2018




Ascoltate: non avete che da chiudere gli occhi per sentirmi e vi dirò come li vedo dentro di me. La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia». E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l’espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride. Questo è tutto su Gesù e sulla Vergine Maria.

giovedì 8 novembre 2018

Antonio e Luisa De Rosa, L'ecologia dell'amore (Ita)


 L’ecologia dell’amore è un libro molto semplice ma che racchiude un tesoro grande. Racchiude la bellezza, la bellezza di una relazione piena, di un matrimonio vissuto alla luce di Dio, ma non nell'etereo e nell'astratto. Attraverso il corpo e tutte le sue doti di tenerezza e dolcezza possiamo fare esperienza dell'amore di Dio. È un libro che nasce dall'Intercomunione delle famiglie, e che offre tanti contributi, dalla psicologia alla sessuologia, per sostenersi a vicenda nella crescita spirituale di coppia. Un viaggio meraviglioso alla scoperta delle verità naturali e soprannaturali della relazione sponsale.

Un titolo particolare. Sicuramente attuale. L’ecologia è un tema caldo. Tutto il mondo si interroga sul modo di preservare e custodire il nostro pianeta. Gas serra, disboscamento, clima, rifiuti, energia e inquinamento, sono una preoccupazione costante di chi ci governa. Tutti pian piano ci stiamo educando ad uno stile di vita sostenibile ed ecologico. Questo libro parla di ecologia. Un’ecologia poco affrontata. La società tanto è solerte ad educare sul rispetto dell’ambiente quanto poco attenta alla cura della natura dell’uomo. Perché in fondo si crede che l’uomo non abbia una natura costitutiva, ma che sia fluido e capace di crearsene una da solo. Si crede che l’uomo sia autoreferenziale. Invece gli autori affermano con forza che esiste anche una ecologia dell’uomo. Un’ecologia che l’uomo deve rispettare se vuole essere felice.  Si perché anche l’uomo ha una sua verità e identità da custodire. Anche l’uomo è parte del creato ed ha una sua natura che lo costituisce nel profondo. Non lo nego. Questo è un libro scritto da chi crede in una trascendenza e, più precisamente, crede in Gesù e nella Sua Chiesa. Questo non impedisce agli autori di parlare a tutti. Gli autori non basano la loro idea di amore sulla Parola rivelata, sulla Bibbia e sul magistero della Chiesa Cattolica. Sono consapevoli che questa base di partenza non sarebbe condivisa dai più. Partono, quindi, da una base universale. Parlano al cuore dell’uomo. Cercano di provocare il lettore a riconoscere in fondo al proprio cuore una nostalgia atavica. Un desiderio insopprimibile di vivere una relazione autentica, piena e che coinvolga tutta la persona in anima (coscienza, mente, spirito, chiamatela come meglio credete) e corpo. Il corpo diventa mezzo e strumento per esprimere l’amore che nasce nel nostro profondo. Lo diventa nell’intimità fisica. L’essere una sola carne esprime nel corpo il desiderio profondo di unità dei cuori dei due sposi. La tenerezza diventa linguaggio che permette di crescere nell’amore e nella capacità di donarsi l’un l’altra. Un libro che parla a tutti senza falsi moralismi. Si affrontano temi molto pratici del rapporto fisico. Si parla apertamente di dimensioni dei genitali, di rapporto orale, delle differenze enormi che ci sono nel vivere il rapporto tra un uomo e una donna. Gli autori conducono i lettori in un viaggio straordinario di bellezza e meraviglia. Si perché il matrimonio se curato ogni giorno, se riempito di gesti di tenerezza e di cura dell’uno verso l’altra e, se perfezionato in tutte le sue manifestazioni del corpo, prima fra tutte l’amplesso, non teme di invecchiare e morire. Voglio concludere con le parole degli stessi autori, che potete leggere all’interno del libro. Parole che esprimono benissimo le loro intenzioni ed il contenuto del testo da loro scritto:
È importante che il nostro amore cresca e che sia vissuto in un contesto di corte continua. L’ho già accennata e la riprenderemo. Corte significa collocare l’intimità sessuale in uno stile di vita fondato sull’amore reciproco visibilmente manifestato. Continui gesti di tenerezza, di servizio, e di cura l’uno per l’altra durante tutto l’arco della giornata. Basta poco, una carezza, una parola dolce, uno sguardo, una telefonata e cose così. In passato non lo praticavo con costanza e la mia sposa ne soffriva. Si capiva però benissimo quando c’era in programma, da parte mia, il desiderio di riattualizzare il sacramento; bastava osservare il mio comportamento. Diventavo servizievole e tenero. Questo la faceva sentire usata. I miei, infatti, non erano gesti sinceri, ma finalizzati ad ottenere la mia soddisfazione. Ho dovuto impegnarmi ed educarmi per migliorare questa mia insensibilità. Togliamoci allora quell’idea del mondo che ci fa credere che l’intimità sessuale sia bella all’inizio del rapporto e poi diventa qualcosa di sterile e di abitudinario. Non è così. La bellezza dell’intimità è data dalla qualità della nostra unione e più saremo uniti più sarà fonte di gioia. La novità non è data dal gesto, ma dall’amore che lo caratterizza e che gli dona significato e potenza.