Non può vivere bene chi non è in pace con il suo corpo.

Maria Raffaella Dalla Valle
IL DIARIO
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venerdì 23 dicembre 2022

Enrique Monasterio, E Dio fece il presepe (Ita-En-Esp)



«In principio Dio volle fare un presepe e creò l’universo come ornamento della mangiatoia. Per prima cosa inventò il tempo, lo divise in mesi, in settimane, in giorni… Fece il cielo e lo riempì di stelle e di volatili. Fece la luce e poi il sole… Poi Dio fece una pausa e pensò dove fare il suo presepe. Decise per Betlemme. Immaginò le statuine: il bue, l’asino, le lavandaie, i pastori… E poiché non aveva fretta, diede a ciascuno di loro una stirpe: genitori, nonni, bisnonni… Centinaia di vite per creare ogni vita; centinaia di storie d’amore per ottenere il gesto, il tono di voce, la mano tesa nella posizione voluta per ognuno dei personaggi del presepe di Dio».

 

Questo libro non è solo per Natale, perché svela al lettore come assistere ogni giorno a uno spettacolo divino, l’opera d’arte di Dio che progetta e fa progettare tutto quanto serve per la vita, di suo figlio e nostra. E che attraversa le storie di una stella a cui viene affidato un ruolo da protagonista, di un asino con un segno speciale sulla fronte e scelto a far da personaggio di primo piano del presepe tra altri animali molto più appariscenti di lui, di un albergatore che non è stato poi così egoista come il luogo comune lo dipinge, di un giovane pastore in apparenza un po’ sciocco ma invece molto vicino a capire tutta la verità… Una lettura che commuove, che coinvolge fino al sorriso, come solo le grandi storie sanno fare.

 

Lettura audio:

Cap. 1- 29


 

venerdì 6 maggio 2022

Umani perché dipendiamo - Umani perché ci prendiamo cura. Il dispiegarsi della condizione umana nella risposta alla fragilità. Webinar internazionale con il Prof. Rafael Jiménez Cataño


Umani perché dipendiamo - Umani perché ci prendiamo cura. Il dispiegarsi della condizione umana nella risposta alla fragilità.

 

Prof. Rafael Jiménez Cataño

Ordinario di Retorica presso la Facoltà di Comunicazione Istituzionale dell'Università della Santa Croce a Roma e membro fondatore di  Rhetoric & Anthropology Research Net

 

Giovedì 19 maggio 2022 ore 20.30

 

Webinar internazionale in italiano via Zoom

 

Per l’indole relazionale della persona umana, l’individuo ha bisogno dell’altro per conoscere se stesso, per crescere e per raggiungere una vita compiuta. In questo processo si articolano la fragilità di ogni soggetto umano e l’attenzione che ogni soggetto è non solo capace di dedicare agli altri ma orientato a farlo. In questo seminario metteremo a fuoco l’ambito comunicativo e le declinazioni che in esso può eseguire l’attenzione che risponde alla fragilità altrui, riconoscendo in primo luogo la sua dignità e continuando con la identificazione delle sue particolarità per creare e gestire il rapporto interpersonale che corrisponda in quel caso.



  • Per info clicca qui
  • Per iscriversi inviare una mail a: seminari@mariaraffaelladallavalle.com riceverete a breve mail di conferma. 
  • Il seminario è gratuito.
  • Le iscrizioni vanno fatte entro lunedì 16 maggio.
  • È richiesto di avvisare entro il giorno prima se non è possibile partecipare perché i posti sono limitati.
  • Si fornirà qualche testo utile per la preparazione e la discussione.
  • Chi lo desidera può richiedere all’iscrizione un attestato di partecipazione che sarà inviato via mail.

Prossimo seminario in ottobre con il prof. Robert A. Gahl, Jr. su Human Flourishing, Mindfulness e lavoro.


lunedì 25 novembre 2019

EN-THEOS PAROLA IN MOVIMENTO - Per un incontro tra la Parola di Dio e il linguaggio della danza (ita)



Il termine entusiasmo deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (Dio). Letteralmente si potrebbe tradurre con "con Dio dentro di sé".
En-theos è un percorso per vivere con entusiasmo la Parola di Dio attraverso la propria dimensione corporea e si concretizza nella proposta di laboratori di danza e movimento creativo che affrontano diverse tematiche a partire dal messaggio cristiano.

Perchè danza e Parola?
“Il corpo è il nostro modo di essere nel corpo, di prendervi parte, di rispondere ai suoi molteplici richiami e alle sue sollecitazioni di gioia o di dolore, cose tutte che plasmano il nostro corpo, fino a renderlo immagine fedele del nostro carattere, di chi noi siamo. Il corpo viene costruito da noi, dagli altri, dagli eventi, e il credente lo costruisce anche con Dio e nella fede cerca di fare in modo che l'umanità di Gesù plasmi la sua umanità.”
Luciano Manicardi “Il corpo”

Che cos’è En-theos per Alice e Claudia?
Nel nostro cammino abbiamo sperimentato quanto la relazione con Dio sia innanzitutto un incontro reale vissuto a partire dalla nostra umanità nella sua totalità e come il corpo possa diventare canale ed espressione di tale incontro. Nella danza abbiamo scoperto un luogo privilegiato nel quale approfondire questa relazione ed è nato in noi il desiderio di proporre questo percorso anche ad altri.
Per me 'En Theos', come scrive Ravasi, è "...il respiro stesso di Dio (Theos) che accende, trascina, rapisce l'anima verso l'Alto."
Dio è creatore e la possibilità di creare è dentro di noi.
Attraverso le sfide quotidiane l'entusiamo, che è passione, dedizione, ardore, coinvolgimento, ci aiuta a creare nuovi modi per Vivere e non sopravvivere.
Bisogna solo crederci...
Alice
Per me 'En Theos' è correre incontro alla Vita con corpo, mente e spirito. Accogliere il dono tutto intero come "intero è il Padre nostro". Credo che l' esperienza artistica, non potendo per sua natura, che chiamare in causa la totalità della persona, si possa rivelare una porta d'accesso, una via privilegiata, un gratuito e splendido dono per il nostro cammino.
Claudia

Che cos'è En-theos per te? Vieni a scoprirlo!
Alice e Claudia ti aspettano per un nuovo ciclo di incontri che ha come tematica l’ incontro tra il femminile e il maschile nell’ esperienza di vita Cristiana.  Attraverso il vangelo e con una modalità laboratoriale, lasciandosi guidare dai linguaggi della danza e del movimento creativo, si farà esperienza dell’ incontro tra Gesù e una delle donne che hanno fatto parte del suo percorso di vita.

Quando: un sabato al mese dalle ore 16.00 alle 18.00.
Luogo: parrocchia di San Giovanni Battista via Fogagnolo, 96 Sesto San Giovanni (MI).

Destinatari: chiunque lo desideri (a partire dai 18 anni).

Requisiti: nessuno, non sono richieste esperienze precedenti né capacità tecniche rispetto al linguaggio della danza.

Abbigliamento: comodo.
Novità: Don Carlo Confalonieri, il parroco che ci ospita, ci accompagnerà in questo cammino
Date incontri: 9 novembre, 14 dicembre, 11 gennaio, 8 febbraio, 7 marzo, 4 aprile, 9 maggio.

Grazie al contributo della parrocchia tutti gli incontri sono GRATUITI ma è richiesta la prenotazione.

Info e Prenotazioni:
Alice Righi 3495713519
Claudia Gasperoni 3662756383
Indirizzo mail: danzaentheos@gmail.com

Ci trovate anche sul sito della Fom: www.perglioratori.it e SU www.eventchurch.it

Chi sono Alice e Claudia?
Alice Righi
Laurea in Scienze dell'Educazione, so da sempre che il mio percorso personale e professionale è nel sociale ma è attraverso la danza che mi completo. Una passione presente fin da piccola, sperimento diverse danze tra cui hip hop, danze africane e danze del sud Italia.
Tramite l’università conosco la danzacreativa-danzaterapia, e inizio la mia formazione nella scuola di Milano Risvegli, metodo Maria Fux. Ho seguito diversi seminari con la stessa Maria Fux e, negli ultimi anni, con Maria José Vexenat e Pietro Farneti. Inoltre approfondisco la formazione partecipando al seminario internazionale a Bruxelles sulle artiterapie organizzato dall’associazione 4Arts, che mi ha consentito una visione più ampia della disciplina conoscendo anche altri metodi.
A seguito del diploma in danzacreativa inizio a far parte della compagnia ufficiale della scuola di Formazione in danzacreativa “Risvegli Dance Company”, nata per continuare a danzare insieme, aggiornarsi e diffondere attraverso spettacoli, performance e incontri questa disciplina.
Nell'anno 2014 lo Csen Coni mi rilascia la qualifica di operatore in danzaterapia riconosciuta dal Ministero del Lavoro e da Regione Lombardia Assessorato allo Sport (LG n°61 – 01.10.2002) che abilita a presentarsi in tutti i centri di danza affiliati Coni e nelle scuole Miur con un titolo riconosciuto.
Mi è da subito chiaro che la danzacreativa può essere portata anche negli ambienti cristiani come possibilità di crescita personale e di fede: per questo comincio a creare dei laboratori per i giovani in particolare in collaborazione con le suore francescane angeline di Torino. Nel 2014, attraverso degli stage con suor Anna Nobili, conosco Claudia Gasperoni, danzatrice e insegnante di varie discipline. Insieme nel 2018 decidiamo di creare il progetto Danza En-Theos, Parola in movimento, con il quale portiamo la danza in ambienti cattolici nella diocesi di Milano.
Ho condotto vari gruppi di danza lavorando con bambini, giovani, adulti e persone con disabilità in vari ambiti: scolastico, benessere e cristiano.
Lavoro dal 2003 in ambito educativo, in particolare a scuola come assistente educativo scolastico.
Claudia Gasperoni
Mi appassiono giovanissima alla danza classica sostenendo gli esami RAD (Royal Academy of Dance) fino al conseguimento del diploma. Più avanti nel mio percorso affianco allo studio della danza classica quello della danza modern-jazz e hip hop.
Mi diplomo nel giugno 2009 come tersicoreo lirico e insegnante di danza presso la S.P.I.D. (Scuola Professionale Italiana Danza) di Milano. E’ in questi anni di studio che mi avvicino e appassiono al mondo del teatro e del canto che continueranno a far parte della mia formazione e del mio percorso.
Decido in seguito di approfondire anche il mio interesse per l’ambito educativo e di formazione della persona conseguendo la laurea in Educatore Sociale e Culturale presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna (sede di Rimini).
Il desiderio di indagare ulteriormente il legame tra arte ed educazione mi porta, nel marzo 2015, al conseguimento del Master in Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’Educazione alla Teatralità della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Attualmente lavoro in qualità di insegnante di danza presso diverse scuole di Milano, ho lavorato come conduttrice di laboratori di movimento espressivo in contesti scolastici ed extrascolastici, e come ArtEducatrice presso lo Spazio ArtEducazione Milano, un progetto rivolto a ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che promuove il diritto per tutti all’educazione e alla bellezza.
Sono stata performer e coreografa nella performance sulla vita di Massimiliano Kolbe realizzata nel 2015 in occasione della veglia dei giovani della diocesi di San Marino-Montefeltro, della drammatizzazione del vangelo presentata in occasione della veglia delle diocesi della Romagna in preparazione della GMG di Cracovia nella discoteca "Le indie" di Pinarella di Cervia, e performer dello spettacolo teatrale "Tracce", adattamento teatrale dei fatti realmente accaduti ai ragazzi del gruppo della Rosa Bianca,  in occasione della veglia della festa di Sant' Agata, patrona della Repubblica di San Marino;
Ho condotto, insieme ad Alice, presso la parrocchia di Santa Maria Liberatrice a Milano, il seminario “Dai sensi al senso”, un’ occasione  per approfondire ed esprimere la propria fede attraverso i linguaggi dell’ arte. Nel 2018, con Alice, decido di creare il progetto Danza En-Theos, Parola in movimento, con il quale portare la danza in ambienti cattolici della diocesi di Milano. Nel 2019, insieme, realizziamo un ciclo di incontri di preparazione alla quaresima attraverso il movimento nella Parrocchia di San Giovanni Battista a Sesto San Giovanni.


L’importanza del corsivo: collegamento tra mano e cervello (ita)



Ad ogni tipo di scrittura (stampatello e corsivo) sono associati schemi cerebrali differenti e diversi stati emotivi.
In particolare la scrittura in corsivo attiva le reti della lettura e della scrittura.
Gli studi portati avanti dalle neuroscienze dimostrano come il progressivo oblio della scrittura manuale ha delle conseguenze sul funzionamento del cervello umano. La penna, anche per il suo non poter essere cancellata, costringe il cervello ad operare scelte veloci dei vocaboli da utilizzare; allo stesso tempo è necessario prestare massima attenzione a scrivere bene tutte le lettere, a seguire le regole grammaticali, ecc.. 
Scrivere in corsivo, a differenza dello stampatello, obbliga a non staccare la mano dal foglio. Uno sforzo che stimola il pensiero logico-lineare, quello che permette di associare le idee in modo lineare.
I giovani con maggiori abilità nello scrivere in corsivo hanno una migliore capacità deconcettualizzare gli argomenti e di problem solving.
Usare la tastiera attiva solo la parte sinistra del cervello.
Con carta e penna, invece, si attivano l’emisfero sinistro, la zona frontale inferiore e la corteccia parietale posteriore, cioè le aree che sovrintendono la coordinazione occhio-mano, la motricità fine.
Secondo alcuni studi la mancanza dell’uso del corsivo può avere effetti negativi sullo sviluppo del cervello. 
In una ricerca dell’Università dell’Indiana, condotta dalla psicologa Karin Harman James, è risultato che la scrittura manuale è in grado di attivare importanti processi cognitivi. “I bambini capaci di scrivere a mano, hanno fatto registrare un’attività neuronale molto più sviluppata rispetto all’altro gruppo testato, comprovando l’importanza della produzione manuale di segni bidimensionali”.
Un altro risultato importante a favore del corsivo viene dallo studio di Virginia Berninger dell’Università di Washington: “In termini di costruzione del pensiero e delle idee,  c’è un rapporto importante tra cervello e mano. La scrittura manuale legata accende massicciamente aree del cervello coinvolte anche nell’attività del pensiero, del linguaggio, e della memoria” dice l’esperta.
Secondo Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, la perdita del corsivo potrebbe essere alla base di molti disturbi dell’apprendimento. “Scrivere in corsivo vuol dire tradurre il pensiero in parole, scrivere in stampatello vuol dire invece sezionarlo in lettere, spezzettarlo, negare il tempo e il respiro della frase. E il corsivo così come lega le lettere lega i pensieri” dice l’esperto.

Neuropsicomotriciste, psicomotriciste funzionali, applicatrici di metodi, formatrici
Dott.sse  Erika D’Antonio e Francesca Tabellione



giovedì 8 novembre 2018

Antonio e Luisa De Rosa, L'ecologia dell'amore (Ita)


 L’ecologia dell’amore è un libro molto semplice ma che racchiude un tesoro grande. Racchiude la bellezza, la bellezza di una relazione piena, di un matrimonio vissuto alla luce di Dio, ma non nell'etereo e nell'astratto. Attraverso il corpo e tutte le sue doti di tenerezza e dolcezza possiamo fare esperienza dell'amore di Dio. È un libro che nasce dall'Intercomunione delle famiglie, e che offre tanti contributi, dalla psicologia alla sessuologia, per sostenersi a vicenda nella crescita spirituale di coppia. Un viaggio meraviglioso alla scoperta delle verità naturali e soprannaturali della relazione sponsale.

Un titolo particolare. Sicuramente attuale. L’ecologia è un tema caldo. Tutto il mondo si interroga sul modo di preservare e custodire il nostro pianeta. Gas serra, disboscamento, clima, rifiuti, energia e inquinamento, sono una preoccupazione costante di chi ci governa. Tutti pian piano ci stiamo educando ad uno stile di vita sostenibile ed ecologico. Questo libro parla di ecologia. Un’ecologia poco affrontata. La società tanto è solerte ad educare sul rispetto dell’ambiente quanto poco attenta alla cura della natura dell’uomo. Perché in fondo si crede che l’uomo non abbia una natura costitutiva, ma che sia fluido e capace di crearsene una da solo. Si crede che l’uomo sia autoreferenziale. Invece gli autori affermano con forza che esiste anche una ecologia dell’uomo. Un’ecologia che l’uomo deve rispettare se vuole essere felice.  Si perché anche l’uomo ha una sua verità e identità da custodire. Anche l’uomo è parte del creato ed ha una sua natura che lo costituisce nel profondo. Non lo nego. Questo è un libro scritto da chi crede in una trascendenza e, più precisamente, crede in Gesù e nella Sua Chiesa. Questo non impedisce agli autori di parlare a tutti. Gli autori non basano la loro idea di amore sulla Parola rivelata, sulla Bibbia e sul magistero della Chiesa Cattolica. Sono consapevoli che questa base di partenza non sarebbe condivisa dai più. Partono, quindi, da una base universale. Parlano al cuore dell’uomo. Cercano di provocare il lettore a riconoscere in fondo al proprio cuore una nostalgia atavica. Un desiderio insopprimibile di vivere una relazione autentica, piena e che coinvolga tutta la persona in anima (coscienza, mente, spirito, chiamatela come meglio credete) e corpo. Il corpo diventa mezzo e strumento per esprimere l’amore che nasce nel nostro profondo. Lo diventa nell’intimità fisica. L’essere una sola carne esprime nel corpo il desiderio profondo di unità dei cuori dei due sposi. La tenerezza diventa linguaggio che permette di crescere nell’amore e nella capacità di donarsi l’un l’altra. Un libro che parla a tutti senza falsi moralismi. Si affrontano temi molto pratici del rapporto fisico. Si parla apertamente di dimensioni dei genitali, di rapporto orale, delle differenze enormi che ci sono nel vivere il rapporto tra un uomo e una donna. Gli autori conducono i lettori in un viaggio straordinario di bellezza e meraviglia. Si perché il matrimonio se curato ogni giorno, se riempito di gesti di tenerezza e di cura dell’uno verso l’altra e, se perfezionato in tutte le sue manifestazioni del corpo, prima fra tutte l’amplesso, non teme di invecchiare e morire. Voglio concludere con le parole degli stessi autori, che potete leggere all’interno del libro. Parole che esprimono benissimo le loro intenzioni ed il contenuto del testo da loro scritto:
È importante che il nostro amore cresca e che sia vissuto in un contesto di corte continua. L’ho già accennata e la riprenderemo. Corte significa collocare l’intimità sessuale in uno stile di vita fondato sull’amore reciproco visibilmente manifestato. Continui gesti di tenerezza, di servizio, e di cura l’uno per l’altra durante tutto l’arco della giornata. Basta poco, una carezza, una parola dolce, uno sguardo, una telefonata e cose così. In passato non lo praticavo con costanza e la mia sposa ne soffriva. Si capiva però benissimo quando c’era in programma, da parte mia, il desiderio di riattualizzare il sacramento; bastava osservare il mio comportamento. Diventavo servizievole e tenero. Questo la faceva sentire usata. I miei, infatti, non erano gesti sinceri, ma finalizzati ad ottenere la mia soddisfazione. Ho dovuto impegnarmi ed educarmi per migliorare questa mia insensibilità. Togliamoci allora quell’idea del mondo che ci fa credere che l’intimità sessuale sia bella all’inizio del rapporto e poi diventa qualcosa di sterile e di abitudinario. Non è così. La bellezza dell’intimità è data dalla qualità della nostra unione e più saremo uniti più sarà fonte di gioia. La novità non è data dal gesto, ma dall’amore che lo caratterizza e che gli dona significato e potenza.