Non può vivere bene chi non è in pace con il suo corpo.

Maria Raffaella Dalla Valle
IL DIARIO
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venerdì 23 dicembre 2022

Enrique Monasterio, E Dio fece il presepe (Ita-En-Esp)



«In principio Dio volle fare un presepe e creò l’universo come ornamento della mangiatoia. Per prima cosa inventò il tempo, lo divise in mesi, in settimane, in giorni… Fece il cielo e lo riempì di stelle e di volatili. Fece la luce e poi il sole… Poi Dio fece una pausa e pensò dove fare il suo presepe. Decise per Betlemme. Immaginò le statuine: il bue, l’asino, le lavandaie, i pastori… E poiché non aveva fretta, diede a ciascuno di loro una stirpe: genitori, nonni, bisnonni… Centinaia di vite per creare ogni vita; centinaia di storie d’amore per ottenere il gesto, il tono di voce, la mano tesa nella posizione voluta per ognuno dei personaggi del presepe di Dio».

 

Questo libro non è solo per Natale, perché svela al lettore come assistere ogni giorno a uno spettacolo divino, l’opera d’arte di Dio che progetta e fa progettare tutto quanto serve per la vita, di suo figlio e nostra. E che attraversa le storie di una stella a cui viene affidato un ruolo da protagonista, di un asino con un segno speciale sulla fronte e scelto a far da personaggio di primo piano del presepe tra altri animali molto più appariscenti di lui, di un albergatore che non è stato poi così egoista come il luogo comune lo dipinge, di un giovane pastore in apparenza un po’ sciocco ma invece molto vicino a capire tutta la verità… Una lettura che commuove, che coinvolge fino al sorriso, come solo le grandi storie sanno fare.

 

Lettura audio:

Cap. 1- 29


 

martedì 29 dicembre 2020

Centro Ricerca Feldenkrais NARRATIVA DEL MOVIMENTO & Corporeità e ... oltre augurano Buon Natale e Sereno 2021!






Il racconto del Natale 

La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo volto è uno stupore ansioso che è comparso una volta soltanto su un viso umano. Perché il Cristo è suo figlio, carne della sua carne e frutto delle sue viscere. L’ha portato in grembo per nove mesi, gli offrirà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. Qualche volta la tentazione è così forte da farle dimenticare che è Dio. Lo stringe fra le braccia e dice: "Bambino mio". Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa: là c’è Dio, e viene presa da un religioso orrore per quel Dio muto, per quel bambino che incute timore. Tutte le madri in qualche momento si sono arrestate così di fronte a quel frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino, sentendosi in esilio davanti a quella vita nuova che è stata fatta con la loro vita e che è abitata da pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato strappato più crudelmente e più rapidamente di questo a sua madre, perché è Dio e supera in tutti i modi ciò che essa può immaginare…Ma penso che ci siano anche altri momenti, fuggevoli e veloci, in cui essa avverte nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo bambino, ed è Dio. Lo guarda e pensa: "Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatto di me, ha i miei occhi, la forma della sua bocca è la forma della mia, mi assomiglia. È Dio, e mi assomiglia". Nessuna donna ha mai potuto avere in questo modo il suo Dio per sé sola, un Dio bambino che si può prendere fra le braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e ride. È in uno di questi momenti che dipingerei Maria se fossi pittore.- Jean–Paul Sartre, Bariona o il Figlio del tuono, Natale 1940. 

Lo voglio prendere in braccio e pulirgli il moccio dal naso perché il mistero del Natale è che divino e umano si fondono e si confondono. - Mauro Leonardi 

 



"Apparizione: l'istante ha corpo ed occhi, mi guarda. Finalmente la vita ha faccia e nome, Amare, fare di un'anima un corpo, fare di un corpo un'anima. Fare un tu d'una presenza". - Octavio Paz, Lettere credenziale. 




È natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. - Madre Teresa di Calcutta. 



Piccoli doni natalizi per questo periodo di pandemia

Cliccando qui puoi ascoltare e scaricare la lettura audio del libro E Dio fece il presepe di Enrique Monasterio, edito da ARES. Cliccando qui  Cliccando qui puoi vedere il video. 

Cliccando qui hai la possibilità di praticare un pò di Feldenkrais con me. Per ottenere il meglio dalle lezioni osserva le regole d'oro del laboratorio Feldenkrais.

Spero di contribuire affinché tu possa trascorrere questo periodo con pace, serenità e speranza. 

Maria Raffaella Dalla Valle 

Hugo de Azevedo, Dio Bambino (ita-audio e scritto)


mercoledì 26 dicembre 2018

L'Incarnazione di Natale 2018




Ascoltate: non avete che da chiudere gli occhi per sentirmi e vi dirò come li vedo dentro di me. La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia». E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l’espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride. Questo è tutto su Gesù e sulla Vergine Maria.

venerdì 27 aprile 2018

Incarnazione, Social Universal Union: Un unico Cristo che ama sé stesso e l'Eucarestia (Ita/en ed audio)




Foto Andrea Mardegan
















Sant'Agostino ci parla di un unico "Cristo che ama se stesso" rifacendosi alla comunione tra i cristiani vivi e defunti. Non è necessario credere ad alcune idee New Age che confondono per sentire ed avere vicini le persone che amiamo vive e defunte...

giovedì 29 marzo 2018

La Pietà Rondanini secondo Alda Merini (Ita video)




Alda Merini interpreta la Pietà Rondanini di Michelangelo (Video)


Gesù è venuto nel tempo per elevare l’uomo nell’eternità. Come noi ha vissuto una storia con un inizio ed una fine, trasformandola in un unico atto d’amore eterno.

Dalla sua risurrezione impariamo che possiamo abbandonare in lui il passato, il presente ed il futuro, ciò che è temporale e ciò che è eterno, le cose piccole e le cose grandi; che la spiritualizzazione del nostro corpo e la vita eterna iniziano già nel tempo.
Non può essere felice in cielo chi non lo è già sulla terra perché con Lui viviamo l'inizio di una storia nuova, in cui la scoperta di Dio e la scoperta di sé vanno di pari passo!

Buona Pasqua!

Maria Raffaella Dalla Valle


domenica 11 febbraio 2018

Andrea Mardegan, Per vivere nuovi schemi mentali nell'amore (Ita-Audio e cartaceo)

Interessante riflessione di Andrea Mardegan su come migliorare gli schemi dell'amore a partire dal Vangelo.

Come è difficile cambiare la nostra mentalità che abbiamo formata fin da bambini!
Ricordare che tutto è puro per i puri, che tutto il creato è buono!

🎤La donna cananea, siro-fenicia
Dal libro di Ratzinger vol. 2 pag. 69/79

mercoledì 2 agosto 2017

Incarnazione è ... anche la bellezza in cucina! (Ita)







In attesa delle prossime ricette, Loreta mi ha inviato delle fotto per imparare a curare la disposizione, l'estetica del cibo.




Ecco le foto di insalata di polipo ed insalata nizzarda insieme ad una disposizione di frutta che ha fatto ultimamente!




lunedì 12 giugno 2017

Loreta Busola: Frappé di fragole, banana, mango (Ita)














Per una merenda o un languorino estivo …

Proporzione 2/3 frutta
1/3 yogurt o latte, 
zucchero a piacere, 
qualche goccia di limone


sabato 10 giugno 2017

Jutta Burggraf, Il mistero Trinitario e Il bacio di Amore (Es)


Una mirada hacia el misterio trinitario nos esclarece que el Dios de los cristianos no tiene nada que ver con aquel "soberano solitario" contra el que luchan racional y, sobre todo, emocionalmente algunos representantes de la teología feminista. En Dios hay lugar para el otro, para los demás. En su interior se nos descubre un nosotros eterno, una vida de amor y entrega infinitos entre el Padre y el Hijo en el Espíritu Santo. La divinidad la posee el Padre en la absoluta comunión con el Hijo y con el Espíritu Santo.

En la Trinidad, "la totalidad de la Persona es apertura a la otra, paradigma supremo de la sinceridad y libertad espiritual a la que deben tender las relaciones interpersonales humanas." Existe en Dios completa unidad y, a la vez, se pueden descubrir diferencias constantes que nada tienen que ver con diferencias jerárquicas o de grados de importancia. Las mujeres que profundicen en este misterio no pueden sentirse oprimidas o heridas por estos nombres masculinos de Dios. Padre e Hijo les revelan precisamente que la distinción es igual de originaria e importante que la igualdad, que es justamente ella la que hace posible la comunión divina.

Comprender esto significa poder aceptar las diferencias entre las personas humanas como enriquecimiento.

Y se comprende cómo llegar al auténtico desarrollo del proprio yo: en la dedicación afectuosa al otro, al tú divino y al humano.

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