Indice:
- La crisi della teologia della liberazione
- Il relativismo come filosofia dominante
- Il relativismo in teologia: l'abolizione della cristologia
- Il richiamo alle religioni asiatiche
- Ortodossia e ortoprassi
- Il New Age
- Il pragmatismo nella vita quotidiana della Chiesa
- I compiti della teologia
- Per concludere
Per concludere
Se si guarda all'attuale situazione religiosa, di cui ho cercato di presentare qualche elemento illustrativo, c'è addirittura da restare meravigliati che nonostante tutto si continui ancora a credere cristianamente, non solo nelle forme sostitutive di Hick, Knitter e altri, ma con la fede piena e gioiosa del Nuovo Testamento, della Chiesa di tutti i tempi. Come mai la fede ha ancora una sua possibilità di successo? Direi perché essa trova corrispondenza nella natura dell'uomo. L'uomo infatti possiede una dimensione più ampia di quanto Kant e le varie filosofie postkantiane gli abbiano attribuito. Kant stesso con i suoi postulati lo ha dovuto ammettere in qualche modo.
Nell'uomo vi è un inestinguibile desiderio di infinito. Nessuna delle risposte
che si sono cercate è sufficiente; solo il Dio che si è reso finito, per
infrangere la nostra finitezza e condurla nella dimensione della sua infinità,
è in grado di venire incontro alle esigenze del nostro essere. Il nostro
compito è quello di servire a lui con animo umile, con tutta la forza del nostro
cuore.
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